Le sintomatologie da disintossicazione

In genere nei primi giorni di digiuno si possono verificare malesseri o disagi dovuti al fatto che il nostro organismo deve ancora adattarsi alla nuova condizione oppure derivanti dall’elevato accumulo di tossine nel sangue e nei tessuti. Fra i sintomi più frequenti si rilevano cefalea, nausea e vomito.  Questi sono, in ogni caso, segni da valutare in maniera positiva in quanto indicano che sono in atto processi volti alla guarigione, e in genere tendono a regredire entro una settimana dalla comparsa. Altri malesseri abbastanza frequenti sono infiammazioni varie che possono avere come bersaglio la pelle (eruzioni cutanee), le mucose (le donne possono avere perdite vaginali) o le articolazioni.  In taluni casi si assiste alla riacutizzazione di disturbi cronici oppure alla ricomparsa di malattie che si sono manifestate in passato e apparentemente guarite. Quest’ultimo fenomeno si presenta curiosamente con andamento temporale inverso rispetto a quanto si è verificato in passato. Ad esempio, se abbiamo avuto un problema al  fegato e poi ai polmoni, durante il digiuno terapeutico sarà quest’ultimo a manifestarsi per primo, seguito dalla sofferenza epatica. Questo ripresentarsi delle patologie che abbiamo già avuto è dovuto a un’ incompleta guarigione: con il digiuno, invece, esse possono essere totalmente guarite, e questo spiega la loro “riattivazione” momentanea. 

In generale,  sintomi che confermano la disintossicazione e la rigenerazione del corpo sono  le urine cariche e maleodoranti,  la lingua “patinosa”, l’alito cattivo e l’odore forte e sgradevole del sudore. Secondo la scuola di Shelton, il digiuno dovrebbe proseguire finché non scompaiono tutti questi segni di disintossicazione e ritorna la fame

Nota: Per poter “tamponare” queste sintomatologie  fastidiose e sostenere il digiunatore durante il periodo di astensione da cibi, la dottoressa D’Alessandro utilizza un trattamento energetico (Eudinamica®©), che si fonda su principi della biofisica e della medicina tradizionale cinese. Attraverso piccoli dispositivi (della dimensione di 1 cm)  opportunamente collocati in determinate aree del corpo, il digiunatore avrà la possibilità di sperimentare una maggiore tolleranza alle crisi di disintossicazione, con attenuazione delle medesime e miglioramento della risposta dell’organismo ai processi rigenerativi. L’aspetto più interessante di tale approccio è rappresentato dalla possibilità di una completa autogestione: dopo una prima valutazione da parte di un operatore  sarà il digiunatore stesso che autonomamente potrà applicare i dispositivi. Per tale motivo questo approccio si contraddistingue da qualsiasi altra tipologia di trattamento  complementare per il quale è previsto il sistematico intervento di un esperto (ad esempio trattamento osteopatico, agopuntura, pranoterapia, ecc) 

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