Gli effetti del digiuno sull'organismo

Uno straordinario metodo per disintossicarsi e ringiovanire

Dagli studi condotti sul digiuno emerge senza ombra di dubbio che esso è il metodo per eccellenza che garantisce al nostro organismo una radicale disintossicazione, che favorisce la rigenerazione e il ringiovanimento, rafforza le funzioni organiche e riattiva il sistema immunitario. Digiunando si cessa di apportare alimenti al corpo, ed esso deve sviluppare una nuova strategia per ottenere energia rivolgendosi alle sue riserve: ispeziona tutti i tessuti per inventariare le proteine, i grassi, le vitamine, i minerali di riserva. Seleziona e distrugge, mediante il processo di autolisi, i tessuti usurati, danneggiati o in eccesso, riciclando le parti riutilizzabili ed eliminando le scorie nocive. In pratica, durante il digiuno ogni cellula del nostro corpo si auto-ripara: dopo aver scartato le parti troppo danneggiate, esso si ricostruisce con materiali nuovi e sani ad un ritmo molto veloce. Oltre alla stimolazione dell’autolisi dei tessuti, il digiuno accelera la pulizia dei vasi sanguigni, delle cellule e dell’ambiente nel quale queste “nuotano” (ambiente interstiziale). Il grasso nocivo, gli scarti chimici, i cristalli di acido urico e i residui del lavoro cellulare sono digeriti dalle cellule alla ricerca di nutrimento e riciclati. Un importantissimo processo messo in moto dal digiuno è il miglioramento delle attività immunitarie: tossine, scorie, sottoprodotti metabolici e residui di cellule e tessuti accumulatisi negli anni (anche a seguito di malattie) possono appesantire o bloccare le difese immunitarie. Mediante l’eliminazione degli accumuli patogeni anche il sistema immunitario si rafforza. Altri processi fisiologici che vengono sollecitati durante il digiuno riguardano il miglioramento degli scambi respiratori e nutritivi fra sangue e tessuti, il miglioramento delle funzioni endocrine, l’eliminazione dei focolai di infezioni, e il miglioramento del metabolismo, con conseguente ringiovanimento cellulare. Va precisato che il digiuno terapeutico prevede l’astensione da qualsiasi alimento e prevede l’assunzione di sola acqua. Dunque è da intendere come “digiuno idrico”, la cui durata massima varia da individuo a individuo. Ad ogni modo, si ritiene che i migliori risultati possano essere ottenuti con digiuni della durata di almeno due settimane.  E’ in questo lasso di tempo che vengono attivati nel corpo i processi necessari di recupero, disintossicazione e rigenerazione.

Nel digiuno terapeutico si distinguono tre fasi: 

fase depurativa dei liquidi circolanti (sangue e linfa), che si svolge nell’arco della prima settimana con l’iniziale aumento dei processi di eliminazione. In genere è durante i primi tre giorni di digiuno che la sensazione di fame permane, poi scompare o comunque si attenua; 

fase depurativa tissutale, che si attiva nella seconda settimana e si caratterizza per il miglioramento dei tessuti dovuto al protrarsi dell’intensa eliminazione;

fase del rimaneggiamento organico, che si verifica a partire dalla seconda settimana e si intensifica in quelle successive. Si contraddistingue per i profondi cambiamenti protoplasmatici in seguito all’attivazione del sistema immunitario, che determina anche l’autolisi di rigenerazione e difesa;

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