Il Digiuno Terapeutico - La Storia

Uno straordinario metodo per disintossicarsi e ringiovanire

Il digiuno terapeutico rappresenta un’esperienza fisiologica di straordinaria efficacia nell’attivare i processi di disintossicazione di cui il nostro organismo necessita per vivere bene. La pratica del digiuno era conosciuta fin dai popoli primitivi, che la attuavano sia in senso fisiologico, per guarire da malattie, che in senso religioso, per purificarsi ed entrare in contatto col divino. 

All’apice della civiltà greca il digiuno era praticato per stimolare l’intelligenza e chiarire le idee. Il matematico Pitagora (vissuto nel VI sec. a.C.) digiunò quaranta giorni prima di superare gli esami alla famosa Scuola di Alessandria, allo scopo di affinare la lucidità intellettuale e aumentare il vigore fisico.  Socrate  e il suo allievo Platone, facevano  regolarmente digiuni di 10 giorni per rendere più profondo il ragionamento filosofico.

Uno dei popoli più longevi al mondo, gli Hunza, pratica regolarmente il digiuno: alla fine dell’inverno questi contadini  dell’Himalaya non hanno più riserve alimentari e mentre lavorano i campi per preparare il nuovo raccolto si nutrono di soli germogli ed erbe, dimagriscono vistosamente, si disintossicano e vivono  per più di 100 anni. 

Il padre del digiuno nell’epoca moderna è l’americano Herbert Shelton, fisiologo, igienista, scrittore e ricercatore. Egli ha creato una sintesi straordinaria delle scoperte dei suoi predecessori (Jennings, Tilden, Trall) dedicando la sua vita alla ricerca di una “medicina senza farmaci” totalmente naturale e basata esclusivamente sulla capacità di ogni organismo di regolarsi, rigenerarsi e guarire da solo. 

Secondo Shelton, il digiuno rappresenta il metodo naturale atto a far sì che le attività vitali dell’organismo riportino spontaneamente la salute, espellendo gli accumuli tossici causati da abitudini e stili di vita errati, che sono la vera causa di ogni malattia.  Nel corso di una delle su innumerevoli conferenze, a una signora che gli chiedeva se fosse vero che il digiuno cura la malattia, il ricercatore rispose: “Non ci siamo. L’igienismo non usa mai la parola ‘cura’. Il digiuno è soltanto un riposo fisiologico dove il paziente beve null’altro che acqua pura. Il digiuno è soltanto il migliore e il più rapido modo per mandar fuori le tossine dal corpo. E’ l’organismo vivente, cioè il corpo stesso, che guarisce, che si auto-guarisce, non certo il digiuno”. 

Attraverso 60000 digiuni da lui supervisionati Shelton studiò e approfondì le reazioni di difesa, disintossicazione e rigenerazione messi in atto dal corpo a digiuno; scrisse una trentina di libri  e fondò quattro scuole della salute investendo tutti i suoi beni e le sue energie. 

Da Shelton in poi sono stati molti i medici che hanno studiato e utilizzato il digiuno come pratica terapeutica, ma di solito si sono limitati a farlo nella loro attività privata.

Ai giorni nostri, negli Stati Uniti, una decina di centri di digiuno, riuniti sotto il nome di American Society of Natural Hygiene, forniscono un inquadramento professionale ai seguaci di questa pratica. In Europa, un’associazione medica per il digiuno terapeutico raggruppa 50 medici tedeschi, austriaci e svizzeri, tutti affiliati ai centri di digiuno. In Francia  il dott. Carton, Passebecq, Albert Mosséri e Désiré Mérien insegnano e diffondono le virtù della scienza igienista.  In Italia, Spagna, Russia, Australia, Canada e Argentina si trovano centri specializzati in digiunoterapia, fondati da medici che portano avanti ricerche indipendenti. Purtroppo la mancanza di finanziamenti e la supremazia delle corporazioni mediche nazionali sono tristi ostacoli all’approfondimento di questo meraviglioso strumento per ritrovare la salute. Infatti si digiuna sempre perché si conosce qualcuno che ne ha ricavato grandi benefici. 

(Fonti: “Il digiuno per la propria salute” di Nicole Boudreau; “Il digiuno come cura e prevenzione” di Massimo Melelli Roia)

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